Cultura della menopausa: cosa significa e come influenza l'esperienza delle donne

Cultura della menopausa: cosa significa e come influenza l'esperienza delle donne

Quando pensiamo alla menopausa, quali sono le prime parole che ci vengono in mente? 

Cambiamento, vampate, ormoni, invecchiamento, fine della fertilità. 

Forse qualcuna pensa anche alla perdita di femminilità, al desiderio che diminuisce o a una fase della vita in cui bisogna semplicemente imparare a convivere con nuovi disturbi.

Ma quanto di quello che pensiamo della menopausa deriva dalla nostra esperienza e quanto, invece, da ciò che ci è stato raccontato?

Perché la menopausa è certamente un processo biologico, ma è anche un'esperienza che si inserisce in un contesto sociale e culturale. Il modo in cui viene rappresentata, le parole utilizzate per descriverla e le aspettative che la società ripone sulle donne possono influenzare il significato che attribuiamo a questa fase della vita.

È proprio qui che entra in gioco il concetto di cultura della menopausa: un tema ancora poco presente nelle conversazioni quotidiane, ma fondamentale per comprendere perché uno stesso cambiamento biologico possa essere vissuto in modi così diversi.

Ne abbiamo parlato nella prima puntata del podcast Le Ormonaute insieme a Laura, esperta di questioni di genere e comunicazione, per esplorare il rapporto tra menopausa, stereotipi, rappresentazione femminile e linguaggio.


Che cos'è la cultura della menopausa?

Per comprendere il significato di cultura della menopausa dobbiamo partire da una distinzione: la menopausa è un evento biologico, ma il significato che le attribuiamo è anche culturale.

Dal punto di vista medico, la menopausa segna la fine della vita riproduttiva e si inserisce in una transizione ormonale che può durare diversi anni. L'esperienza del cambiamento può iniziare già durante la premenopausa e la perimenopausa e proseguire nella postmenopausa, con tempi, manifestazioni ed esigenze differenti da donna a donna.

Per comprendere meglio questi passaggi, puoi approfondire le diverse fasi della menopausa e i cambiamenti che le accompagnano.

Ma conoscere ciò che accade al corpo non basta a spiegare come una donna vive questa esperienza.

La cultura della menopausa può essere intesa come l'insieme di convinzioni, valori, rappresentazioni sociali e atteggiamenti attraverso cui una società interpreta questa fase della vita femminile.

Non si tratta di un movimento organizzato o di una definizione scientifica univoca. È una prospettiva che ci aiuta a osservare come le idee diffuse sulla menopausa influenzino il modo in cui ne parliamo, la riconosciamo e le attribuiamo un significato.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce che l'esperienza della menopausa può essere influenzata dalle norme di genere e dai fattori familiari e socioculturali, compreso il modo in cui una determinata cultura considera l'invecchiamento femminile.

Questo significa che non viviamo la menopausa soltanto attraverso il nostro corpo, ma anche attraverso le idee che abbiamo assimilato nel corso della vita.

E queste idee non sono necessariamente nostre. Molte le abbiamo incontrate nella pubblicità, nei film, nelle conversazioni familiari, nei media o semplicemente osservando come vengono rappresentate le donne di età diverse.


Chi ha deciso che la menopausa rappresenta un declino?

Nella prima puntata de Le Ormonaute abbiamo affrontato una domanda: perché la menopausa viene così spesso raccontata come uno spartiacque oltre il quale una donna perde parte del proprio valore sociale?

L’esperta di questioni di genere e comunicazione, Laura Carassai, riconduce questa rappresentazione a una visione limitante della femminilità, storicamente associata alla giovinezza, alla bellezza e alla capacità riproduttiva.

Se il valore di una donna viene continuamente collegato al suo aspetto fisico e alla maternità, che cosa accade quando il suo corpo attraversa una fase in cui la fertilità termina?

Il rischio è che un cambiamento biologico venga interpretato come una perdita di desiderabilità, di femminilità o persino di rilevanza sociale.

È qui che emerge una contraddizione.

L'invecchiamento maschile viene spesso associato a esperienza, autorevolezza e maturità. Quello femminile, invece, può essere raccontato prevalentemente attraverso ciò che cambia nell'aspetto fisico e ciò che non corrisponde più ai modelli di giovinezza.

Si tratta di un doppio standard che non riguarda soltanto la menopausa, ma il modo più generale in cui la società attribuisce valore alle persone in base all'età e al genere.

Durante la conversazione, Laura invita a riflettere proprio sulla necessità di ricostruire l'immaginario femminile, superando rappresentazioni che riducono le donne al loro corpo.

Perché una donna non smette di avere valore quando termina la sua fertilità. E neppure quando il suo corpo cambia.

La menopausa non determina il valore di una donna. È la società che, attraverso le proprie rappresentazioni, può attribuire a questo cambiamento un significato negativo.


Come la cultura influenza l'esperienza della menopausa

La cultura non determina da sola come una donna vivrà la menopausa. I cambiamenti ormonali sono reali, così come possono esserlo i sintomi e le difficoltà che li accompagnano.

Per approfondire questi aspetti, puoi leggere il nostro articolo dedicato ai disturbi più comuni della menopausa, in cui il team di formulazione Starsi racconta come sono nate le nostre soluzioni cosmetiche.

Tuttavia, il contesto sociale può influenzare il modo in cui questi cambiamenti vengono interpretati, raccontati e affrontati.

Una revisione sistematica pubblicata nel 2025 su Health Promotion International, che ha analizzato 12 studi qualitativi sulle esperienze di donne tra i 45 e i 60 anni, ha individuato nello stigma e negli stereotipi di genere legati all'invecchiamento alcuni fattori capaci di contribuire a esperienze negative della menopausa.

La stessa ricerca ha rilevato anche esperienze positive, nelle quali questa fase veniva associata a nuovi inizi e, in alcuni contesti, a un maggiore riconoscimento del ruolo sociale delle donne.

Il dato interessante è che non esiste un unico significato culturale della menopausa, così come non esiste un solo modo di viverla.

Quando le aspettative sociali diventano personali

Immaginiamo una donna che, fin da giovane, abbia ascoltato racconti della menopausa esclusivamente come un periodo di perdita, disturbi e invecchiamento.

Quando inizierà ad attraversare questa transizione, potrebbe ritrovarsi a interpretare ogni cambiamento alla luce di quelle aspettative.

Questo non significa che i sintomi siano immaginari o che basti pensare positivamente per non provarli.

Significa che il modo in cui attribuiamo un significato a ciò che viviamo può influenzare la nostra esperienza emotiva e il rapporto con il cambiamento.

Una revisione sistematica pubblicata nel 2010 ha osservato che, nella maggior parte degli studi analizzati, atteggiamenti più negativi verso la menopausa erano associati a un maggior numero di sintomi riferiti dalle donne. Si tratta di un'associazione, non della dimostrazione che un atteggiamento negativo provochi direttamente i sintomi.

La cultura può quindi aggiungere un ulteriore livello di difficoltà a una transizione già complessa: quello delle aspettative e dei giudizi che accompagnano l'esperienza individuale.

Il silenzio può diventare una forma di isolamento

Un altro aspetto della cultura della menopausa riguarda ciò di cui una società sceglie di parlare e ciò che, invece, tende a lasciare nell'ombra.

Per molto tempo la menopausa è stata un argomento poco discusso nelle famiglie, nei luoghi di lavoro e perfino in alcuni contesti sanitari.

L'OMS segnala che la mancanza di informazioni e di confronto può rendere più difficile riconoscere i sintomi, chiedere aiuto e conoscere le possibilità di assistenza.

Quando una donna non trova parole, riferimenti o spazi per raccontare ciò che sta vivendo, può sentirsi sola anche davanti a un'esperienza condivisa da moltissime altre persone.

Il silenzio non elimina i cambiamenti. Può soltanto renderli più difficili da comprendere e affrontare.

Ed è proprio questa invisibilità che Laura indica, nel podcast, come uno degli ostacoli principali da superare.


Il corpo cambia, ma il diritto al piacere rimane

Uno degli stereotipi più radicati associa la menopausa alla fine della desiderabilità femminile.

È una rappresentazione che nasce anche dalla tendenza a collegare sessualità, giovinezza e fertilità, come se il piacere avesse un valore soltanto durante la vita riproduttiva.

Ma fertilità e sessualità non sono la stessa cosa.

La menopausa può comportare cambiamenti fisici che influenzano la vita intima, dalla secchezza vaginale al dolore durante i rapporti, fino alle possibili variazioni del desiderio. Non tutte le donne sperimentano queste difficoltà e, quando si presentano, possono essere affrontate attraverso un'adeguata assistenza sanitaria.

Il problema culturale emerge quando questi cambiamenti vengono interpretati come la prova che la sessualità femminile debba necessariamente terminare.

Anche l'OMS evidenzia che il benessere sessuale delle donne in menopausa è spesso trascurato e che alcune condizioni ginecologiche possono rimanere senza un'adeguata attenzione.

Parlare di una nuova cultura della menopausa significa quindi riconoscere che il piacere, l'intimità e la possibilità di vivere la propria sessualità non hanno una data di scadenza biologica.

Significa soprattutto lasciare a ogni donna la libertà di definire il proprio rapporto con il corpo e con il desiderio, senza dover corrispondere a un modello prestabilito.


Costruire una nuova cultura della menopausa significa dare spazio alle donne

Se il modo in cui raccontiamo la menopausa contribuisce a influenzarne l'esperienza, costruire una cultura diversa significa andare oltre gli stereotipi e dare spazio a nuove prospettive.

Richiede ascolto, informazione e rappresentazione.

Significa creare occasioni in cui le donne possano parlare apertamente dei propri cambiamenti senza essere giudicate. Significa riconoscere il valore delle loro testimonianze, dare spazio alla ricerca scientifica e promuovere una comunicazione che non riduca l'invecchiamento femminile a un problema da correggere.

Ascolta la prima puntata de Le Ormonaute e approfondisci la conversazione sulla cultura della menopausa, gli stereotipi e il potere del linguaggio.